Un artista tra il vecchio ed il nuovo mondo

Paulo Leonel Gomes Vergolino

A282
Urubú X°, bezerro.… è o fim!/ Vitello.…è la fine!, 1955 [282] Puntasecca mm 196×277
È indiscutibile, per noi che apprezziamo l’arte incisoria, riconoscere l’importanza di questa tecnica qui in Brasile. Presente fin dai secoli XVIII e XIX – in una forma, tuttavia, non molto attiva, divenne più ampia e meglio documentata con l’arrivo del XX secolo, quando ci fu un profondo cambiamento proprio nella sua tecnica. L’incisione iniziò a cambiare il proprio concetto, ossia a non essere considerata solo uno strumento di riproduzione di un disegno o di un dipinto, ma un’espressione artistica a sè stante, il risultato di quanto concepito dalle mani e dalla creatività del maestro incisore, stampata e firmata nel numero di copie più conveniente.
Pertanto, nei primi anni del secolo scorso abbiamo vissuto una svolta lenta, vacillante, ma sempre rivolta in avanti. Gli artisti che avevano investito nell’insegnamento e nell’apprendimento dell’incisione erano pochi, ma sono di fondamentale importanza per poter spiegare come è avvenuta, e a quale prezzo, l’evoluzione di quest’arte nel territorio brasiliano. Detto questo, dobbiamo essere grati a tutti quegli artisti stranieri che qui hanno realizzato opere d’arte di grande importanza, oggi presenti nei musei dal Nord al Sud del Paese. Molti di loro hanno scelto di vivere qui, facendo del Brasile la propria casa. Questo è stato il caso dell’artista austriaco Hans Steiner, che decise di stabilirsi qui. Arrivato intorno al 1930, scelta Rio de Janeiro come città in cui vivere, questo artista si dedicò all’incisione. Ci ha lasciato una vasta serie di opere: disegni, dipinti e acquerelli ma, soprattutto, incisioni di gran qualità, che meritano tutta la nostra attenzione. Ci sono giunte poche informazioni su come l’artista avesse occupato il suo tempo nel periodo dal 1930 fino al 1937, ovvero nei primi sette anni dal suo arrivo in Brasile; notizie sulla sua esperienza artistica sono note solo da quando si iscrive al “Liceo di Arti e Officine” di Rio de Janeiro, dando così inizio alla sua carriera di artista–incisore. Così come molti di coloro che sono venuti in Brasile a partire dal secolo XVIII, Steiner è rimasto affascinato dall’esuberanza delle nostre foreste tropicali e dall’impatto positivo suscitato dai nostri paesaggi. Ciò è confermato dall’analisi di tutta la sua opera, dove troviamo un gran numero di lavori dedicati a questa natura esuberante. I suoi lavori riflettono una perfezione, che gli ha permesso di realizzare, solo dopo pochi anni di studio, una collezione di incisioni di impressionante bellezza. Questo grazie alle lezioni di un esperto insegnante e in seguito amico, Carlos Oswald (1888 – 1971). È importante sottolineare il ruolo di primo piano svolto, nell’allora studente Steiner, dal suo insegnante. Questo maestro, di indiscutibile importanza per la storia dell’arte incisoria in Brasile, anche lui straniero (nato a Firenze, figlio di madre italiana e di padre brasiliano), anche se si considerava brasiliano, era stato il responsabile della nascita della prima Scuola di incisione in metallo in Brasile. Tra le altre cose, sono suoi i disegni che sono serviti come base per la realizzazione del monumento simbolo del Brasile, il Cristo Redentore di Rio, mentre come insegnante ha incoraggiato con grande tenacia la carriera di grandi nomi dell’incisione brasiliana.

Testo completo di Paulo Leonel Gomes Vergolino pubblicato in HANS Steiner Rio. Il segno ritrovato. Traduzione Naiane Beltrami/ Eros Cosatto

[Catalogo disponibilie in mostra dall’8 settembre 2016]

 

Paulo L. G. Vergolino
Storico d’Arte, specializzato in Museologia presso l’Università di São Paulo – USP, Maestro d’Arte presso l’Università Statale di Campinas – UNICAMP, curatore indipendente e membro dell’APCA – Associazione Paulista dei Critici d’Arte di San Paolo, Brasile. Attualmente si dedica allo studio ed alla ricerca per la valorizzazione dell’incisione brasiliana.